MAGIC al giro di boa

Il ritorno di Bruce Springsteen alla guida della E Street Band

A quattro mesi dalla sua pubblicazione e circa cinque prima dai concerti negli stadi europei, riesco (a fatica) a scrivere un’analisi personale su questo “nuovo” lavoro in studio.

Fatico perché, a mio giudizio, è un album contraddittorio. Provo a spiegare…

Tutto programmato, tutto pianificato tutto previsto:

Vero. Perché oggi Springsteen è schiavo più che mai, della sua carta di identità e del mito della “E Street Band”.

Falso. Perché è un artista con una vitalità ed un’urgenza comunicativa rara; perché la ESB sarà pure un mito, ma questo mito lo conferma e giustifica notte dopo notte, spettacolo dopo spettacolo; perché la differenza fra il dare e l’avere continua a risultare positiva e fa passare in secondo piano ogni critica. Incluse quelle fondate.

Magic, nel bene e nel male, non è poi quello che ci si aspettava.

L’album è bello, non bellissimo. E questa è una condanna che accompagnerà ogni suo lavoro qualitativamente inferiore a The River, Born to Run o il meno datato The Ghost of Tom Joad. … A tal proposito ogni commento è superfluo.

E’ bello perché contiene ottimi brani: Magic, Devil’s Arcade, I’ll Work for Your Love,… Your Own Worst Enemy e Girls in the Summer Clothes che hanno inaspettati e graditi echi di Kinks e Brian Wilson.

Non è bellissimo perché contiene un “polpettone” come Long Walk home; brani che sembrano Bsides o outtakes come You’ll Be Comin’ Down e Livin’ in the Future ed un hit efficace e coinvolgente come Radio Nowhere, che è però così stiracchiato e scontato.

Intendiamoci: tutte quante canzoni funziono se ascoltate al momento giusto e con il volume giusto. Ma il loro limite è appunto che non funzionano in senso universale o ad orecchie meno accondiscendenti verso “il mio eroe”.

E’ bello perché è suonato e cantato bene ed è poi ben prodotto: così compatto, con un impasto sonoro davvero interessante, antico e moderno allo stesso tempo.

Anche qui c’è però un rovescio della medaglia. Un prezzo da pagare che lascia un po’ di amaro in bocca. Questo sound annulla le individualità della ESB. Tutte le caratteristiche che abbiamo conosciuto ed amato quasi si azzerano a beneficio del “marchio di fabbrica O’Brien”.

L’osservazione più sintetica ed efficace che mi ronza per la testa fin al primo ascolto è la seguente. Una volta Bruce ci metteva due anni di lavoro a produrre un disco. Una minuziosa opera di composizione ed assemblaggio. Volubile, maniacale. Provava cinquanta brani per sceglierne poi dieci… I risultati si chiamavano per esempio: Darkness on the Edge of Town.

Oggi scrive l’album in viaggio e produce il cd in due mesi. Canzoni scartate ne giungeranno ai posteri forse un paio….Il risultato si chiama: Magic

Ecco perché dico che è schiavo della sua carta di identità. D’altronde è più che umano e comprensibile. A trent’anni ci si crede immortali e si abusa del tempo senza remore. Alla soglia dei sessanta forse no.

Noi ascoltatori potremo spellarci le mani o ritenere Brendan O’Brien un invadente egocentrico…tanto non cambia nulla. Bruce lo adora. E’ il terzo album che gli fa produrre. Certo è che, seppur entrambe eccezionali, la E Street ed i Parl Jam non sono esattamente la stessa band e quindi (forse) non indossano lo stesso abito con identica efficacia ed eleganza.

 

Voto a MAGIC: 6- o 7+ . Ancora oggi propendo per l’uno o per l’altro a seconda dei momenti. Da qui il mio imbarazzo nello scriverne.

 

PS*

Mi permetto di suggerire un esperimento. Provate a mettere un album prodotto da O’Brian (non li conosco tutti, ma diversi) come sottofondo ad una chiacchierata fra amici, una festa o situazioni simili…Se vi fa lo stesso effetto che fa a me, vi disturberà. Vi darà l’impressione di creare troppo caos acustico. Credetemi, quest’uomo è un invadente. Funziona bene solo se si ascolta lui e soltanto lui. Meglio ancora se a volumi alti.

9 Risposte

  1. carissimo Giusbel che piacere!!!!!!😆

    a proposito del post, ti rammento che attendo con ansia la tua opera sul Boss a me indirizzata…a questo punto credo si tratterà di un’opera omnia!😉

  2. credo di poter condividere appieno il tuo giudizio anche se mi riserverò ascolti più approfonditi per meglio inquadrare Magic. la questione O’Brien è anche molto interessante, ma come tu ben sai il vero Springsteen per me sta negli album folk/acustici. Hai tirato fuori somiglianze con Beach Boys e Kinks che sono certamente percettibili, peccato che si sentano echi anche di certa FM-music da classifica piuttosto banalizzanti, o tremendamente simili a cose trascurabili

    Minchia che post d’ingresso fenomenale! Bravo brother!😉

  3. Non posso crederci, sei addirittura riuscito ad incuriosire me. Proverò a sentire l’album, promesso! W Roulette!!!

  4. ciao, io bruce ho iniziato a scoprirlo da poco tempo diciamo un paio d’anni e quindi non posso dare giudizi però nn vedo l’ora di andare a milano e barcellona a sentirlo perchè per me sarebbe la prima volta con la e-street band perchè finora l’ho assistito due concerto con la seeger…!!!!

  5. @roselia: non ti ho dimenticata…

  6. @ titty: la prima volta, con l’e-street band non si scorda mai: 😉

  7. @ giusbel: sei latitante, tra 24 ore scatta il mandato di cattura😉

  8. No nono sono latitante…sono solo un po’ imbranato con il blog, ma sto migliorando….

  9. @ basteuch: Grazie fratello!!!!!
    @ titty: Difficilmente resterai delusa. Spero proprio di esserci anche io (permttimi di vantarmi…se non sbaglio ho visto una decina di concerti del Boss) mancare mi addolora sempre!

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