Le canzoni dei nostri ricordi

Accolgo l’invito di Px e provo a buttar lì un po’ di titoli, canzoni sparse  sul poco più di trentennio che mi tengo in groppa.

Vediamo… una casa in Via Francesco Cigna, qualche nastro a bobina e un sacco di vinile, 33 e 78 giri soprattutto; fanno parte dell’incredibile collezione di mio padre, per la più parte composta da dischi di classica e jazz. La quinta di Beethoven è l’ascolto più antico che possa ripescare dalla memoria. L’album tra l’altro aveva una copertina fantastica, tra il kitsch, il postmoderno anni 70 e il classicismo più accademico, il particolare incrocio delle dita tra Dio e Adamo della Creazione di Adamo di Michelangelo, raffigurato in tre cromie accesissime tra il rosso, il giallo e il blu! A quegli anni e in quei luoghi sono legati anche un discreto numero di 45giri sigle di cartoni animati, tra i quali i più ascoltati erano quelli di Goldrake. Andavo pazzo per sta roba. Da lì ai Duran Duran il passo fu breve. Ricordare le serate in compagnia di mio fratello a far finta di suonare Planet Hearth col chitarrone Hollywood intorno al collo (che per poco non mi buttava a terra tanto era più grande di me) è un piacere tra i più teneri. Tra il ciarpame anni 80 nonostante tutto c’è sempre qualche canzonetta pronta a farti rizzare i pelucchi sulla schiena in piena crisi nostalgica: Dance Hall Days dei Wang Chung ha un forte potere evocativo, i quaderni ad anelli e i compiti di aritmetica, il Vic 20 e la fottuta espansione di memoria da 64Kb, Videomusic (quella del Ciocco), i pomeriggi passati a mangiare i Tegolini…ridicolo pensare che tanti bei momenti possano essere legati a una canzone così di merda! Evabbene. Poi venne il cambio di casa e la fine delle medie. E un altro grandissimo amore: i Beatles. Mi feci regalare il cofanetto con l’intera produzione, una dozzina di nastri che si consumarono letteralmente pressati dalla testina del mio walkman. C’è un pezzo che mi ricorda il mio esame di terza media; deriva da quel mega affogo nella musica dei fab four che mi fece andare a curiosare anche tra le loro carriere soliste, tratto dalla raccolta All my Best di Paul McCartney, Silly Love Songs.

Fu piuttosto “silly” anche l’inizio delle superiori, il primo contatto con dei professori da odiare e amici da amare. E la gnocca prima di ogni cosa. Come slegare quegli anni dai dischi dei Doors? Impossibile, divenne quasi una mania tra di noi. The End, talmente paurosa e acida, i pomeriggi con i plumcake e io e Px sempre alla ricerca di qualcosa di strano da fare: foto, canzoni, discorsi. Contemporaneamente iniziai a studiare pianoforte e a frugare di nuovo tra i dischi dei miei, con spirito più selettivo e curiosità accresciuta. Saltarono fuori vere perle vintage anni 70 come Dolceacqua dei Delirium (come dimenticare la Favola o storia del lago di Kriss?) e Uomo di Pezza de Le Orme, più un sacco di jazz bebop alla Davis e Coltrane. Il rock si fece largo insomma partendo dal prog e dalla musica “colta”, e arrivò in maniera massiccia con Led Zeppelin, Deep Purple e altri grandi classici, ma soprattutto con gli Who. See me, Feel me sebbene è solo un piccolo esempio della loro arte, è pregna di ricordi, il videonolo di corso regina e il giornalaio che mi passava software pirata, le lezioni di piano, le prime feste di fine anno. A quei tempi cominciò un vero e proprio sprofondamento nella musica dagli anni 50 ai 70, in gran parte condivisa con Giusbel, recuperando i classici, studiando i fondamentali. Non a caso mi avvicinai ai Nirvana e ai Pearl Jam, in fodno il grunge ripescò molto del climax di certo far rock del passato. Alive, e tutto Ten dei PJ, è un fioccare di ricordi ed emozioni passate, i locali dove ti facevano muovere a ritmo di rock e la contrapposizione voluta e cercata con i fighetti da discoteca, con la musica techno di merda. Ascoltavamo e diventavamo quello che sentivamo. Prendevamo posizione. Erano le prime volte, come dimenticarle? I primi concerti all’Hiroshima e al Big, i primi bicchieri di troppo e qualche vizio extra. Come dimenticare a sto punto i REM e più di ogni altra cosa Driver 8, con tutto ciò che porta a ricordare, tra cui anche (e stranamente) l’Uomo Ragno e la naja di mio fratello. La scuola finiva, i primi patimenti seri a causa di qualche bella e stupida ragazza, e ancora tanti dischi da andare a comprare.

Nell’epoca post scolastica impossibile non citare pure io i Cocteau Twins e i Natali nel Covo e contemporaneamente nutrire un’ammirazione quasi pagana per Mike Patton. Faith No More su tutti, ennesimo gruppo di punta della mia formazione rockettara, furono anche custodi della naturale rabbia giovanile che ai tempi dimostravo sempre più frequentemente; The Gentle Art of Making Enemies fotografa al meglio l’inizio della passione per l’ultraviolenza, per i poghi, per i film di mafia italiana con de niro e joe pesci, della band del Covo (the soul’s flames) e delle prime batoste inferte al Pro Evolution sia a Giusbel che (soprattutto) a Px.

Altra epoca, altri bei momenti. La scoperta del post-rock di Chicago e il recupero del metal a 360°. Nessuno può amare il metal se non passa prima da And Justice for All. E nessuno più di me ama mettere vicinissimi cosi rumorosi e cosi silenziosi. Ascoltare ripetutamente Jeff Buckley non credo mi annoierà mai e Last Goodbye è forse l’immagine in musica dei miei anni migliori, del mio periodo più felice. Musica legata tantissimo agli amici e alle situazioni vissute con loro, al film del Covo e alle tonnellate di bobine registrate in giro. Roba che col tempo ha acquisito un retrogusto quasi mitologico, oltre che leggermente malinconico, di una bellezza incantatoria.

Post lunghissimo e il rischio di gravissime dimenticanze è alto. Ma è anche tutto quello che sono riuscito a raccogliere (di pubblicabile…) dal cestino dei miei ricordi. Un bell’esercizio, una bella idea. Chi ne avesse voglia, libero di scriverne un po’.

11 Risposte

  1. un bel resoconto di vita vissuta con le varie colonne sonore non c’è che dire! a me non riuscirebbe, ho bisogno di sentire prima il pezzo e poi et voilà come per incanto ti tiro fuori cosa facevo in quel momento! musica come canna da pesca che si tuffa nel passato e aggancia il “momento storico” ….mah!

  2. Che cestino enorme🙂 quanti bei ricordi di situazioni vissute. ci devo provare pure io ma a me piacerebbe farlo col cinema🙂
    Kiss

  3. care mie, sapeste quanta roba ho dovuto lasciar fuori per problemi di spazio! scrivendo, ho capito davvero quanta compagnia la musica mi abbia tenuto negli anni…

  4. Mi fa piacere sapere di essere stato l’ispiratore di di un bel post qui al 23 di WordPress st.. Quella di Driver 8 che ti ricorda l’Uomo Ragno e la naja di “tuuuuuuuu” (è privacy) non la sapevo. Spesso conserviamo i ricordi migliori in una sorta di sottovuoto al fine di garantirne la freschezza per lungo tempo. Ma potrei chiamare i N.A.S. per quella distorsione della realtà in merito al Pro Evolution. Beccati questo: http://it.youtube.com/watch?v=n8v486aUYu0 Dovrebbe saltarti alla mente un altro bel “Ricordo in musica”.
    Baci & abbracci a te e ai vostri lettori.
    Px

  5. ecco, anche io ne ho appena scritto e già mi vengono in mente milioni di canzoni che non ho citato e che sono parte di me! Nemmeno io mi stancherò mai di ascoltare Last Goodbye e Mojo Pin e So Real (so che Tim è bravo..ma Jeff ce l’ho più nel cuore!)..

  6. ciao boc! Keane/auto/estate che ti dice?😉

  7. @px: changes! fantastica! ma in questo momento non ricordo cosa dovrebbe riportarmi alla mente… gaffe in agguato?😉
    @nightnurse: le dimenticanze sono davvero tante, i Pink Floyd ad esempio sono stati fondamentali per me, mentre ho dei ricordi (vero ros?) legati a persone in particolare ma di cui ho preferito non scrivere… per il momento almeno…
    @ros: So if you have a minute why don’t we gooooooooooo!! mitici!😀

  8. Avrebbe dovuto ricordarti un piacevole scambio di canzoni dedicateci vicendevolmente una mattina di tanti anni fa’ tramite una radio di Torino (francamente non ricordo quale). Non ricordo che tipo di cambiamento io stessi facendo ma tu me la dedicasti non a caso…
    Bellissimo il post successivo…Finalmente l’ECG di 23 non è più piatto. Pulsa…pulsa…

  9. cristosanto px! e c’hai anche ragione; la radio, la dedica… ma in che cosa stavi facendo ‘sto cambiamento?
    comunque, non per fare il solito retrogrado nostalgico del cazzo: gran bei tempi quelli…

  10. …sempre il solito retrogrado nostalgico del cazzo!😉

  11. che tuffo, gente!
    bella l’evocazione, adesso potrei scriverne uno anch’io di post così, magari lo faccio….
    grazie dell’immersione… coincide in molto, anche se io ad un certo punto ho deviato… dai Pink Floyd ai Cure, e ritorno…. passando per Jeff Buckley, sempre compianto. Da (pseudo)cantante, ho amato e pianto su Lilac Wine…

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