Il blog secondo me

Ci pensavo ieri mattina, quando buttata lì un’idea per un post che mi sembrava buona (una dirimpettaia casinara con un’aspirapolvere…) mi son poi ritrovato a cancellarlo per intero; nulla di chissà cosa, l’ho fatto mille volte. Il dubbio è temere che un blog possa seriamente obbligarti a far qualcosa che non vuoi. Leggendone è chiaro che siano tanti coloro che scrivono per sport, per tentare di sopravvalature il proprio ego, per andare a caccia di gnocca o di gnocchi e davvero mi chiedo se poi tanto male non facciano. Cosa dovrebbe esserci di tanto importante da sapere di una persona comune? E’ sul contenuto che ci si deve concentrare. Cosa si è scritto, come nel film dove l’assassino uccide una lei dopo un raptus “cosa ho fatto?!?!?, oddio, cosa diavolo ho fatto?!?!”. Vado in giro sperando di trovare scritti un po’ trasversali, un po’ come mi capita di fare quando ho bisogno di musica e ne vado a cercare di nuova, ma nuova veramente. Ecco il punto di partenza, rendetevi vittima di snobismo o carnefici di ciò che non vi va! Provate piacere nel vedere un sacco di persone che pensano ad una marea di cazzate e ci provano gusto nel tentare di difendere le proprie posizioni. Scrivete post assolutamente incomprensibili, liberate la parola dal suo guscio e lasciate che sia lei a portarvi sulla via! Non sentitevi mai uguali a nessuno, pensate di essere meglio di loro. “Satana è all’inferno per te, ed è più moderno di te”. Però non deve esistere altra persona più critica di voi, su di voi. Arrivate ad odiarvi e scriverete capolavori! Come si fa ad odiarsi e al contempo rendersi conto di non essere proprio l’ultimo degli stronzi, i più maliziosi avran pensato? Fino a che punto spingersi in questa ricerca spasmodica di un posto in mezzo alla moltitudine, per cercare di esternare il più possibile su se stessi? Ma è il gusto del contraddetto e dell’insensato a spingerci a scrivere! Il vanto di poter dire qualcosa di intimo e di poterlo buttarlo in faccia a chiunque. E’ la rivincita della privacy mai anelata! Se non sei disposto a parlare un po’ di te, sotto qualsiasi forma, non aprire alcun blog. Il fatto che non ti legga nessuno, contrariamente al sentito comune, è un problema eccome! “Io scrivo per me stesso, non importa se saranno in due i miei lettori…” è un’asserzione piuttosto comune, ma di una falsità quasi immorale. Se uno scrive per sè, non deve scrivere a tutti. E i blog sono di tutti. Bando ai moralismi e ai bugiardi attegiamenti, il gioco è di ruolo, tu sei disposto a fare così affinchè succeda cosà. Non cagate il cazzo inoltre facendo pura manovalanza poetica; nessuno sa scriver poesie, a parte i poeti. E alcuni blogger sembrano invece voler cantare a tutti i costi la loro rima baciata del cazzo; diversità, celebrare la diversità significa non badare a quello che si è solito fare, ecco perchè le poesie bloggare non hanno alcun valore. Troppo pensate e ragionate, drammaticamente banali e comuni. Volete parlare di politica, volete sistemare per benino il vostro stemma in pieno header, o magari animarlo con una fantastica widget, ed esternare il vostro credo? Gli avete visti tutti quei blog comunisti con tanto di AdSense? E non vi fanno minimamente ridere? Oppure quei fantastici robosoni pseudo medioevali che vanno fieri del fatto che Tolkien fosse roba per fascisti? Se su qualsiasi argomento contraddirsi è un piacere, quasi un’arte, in politica significa poca onestà, pochissima credibilità. L’intellettuale che fa la rivoluzione oggi ha senso ancora? E francamente di sentire le opinioni politiche degli altri, a chi dovrebbe interessare, se e quando queste dovrebbero essere generate da un proprio ideale, figlie di un pensiero? E’ evidente che piace collocarsi politicamente non tanto per una questione di impegno comune, quanto per il gusto di schierarsi di qui o di là, come quando si va allo stadio e si decide da che parte stare. E i blog in questo sono devastanti, contare il numero di articoli a sfondo politico che diano una visione oggettiva della questione è rarissimo; il più delle volte non sono che sbandierolamenti nervosi, tutti uguali, proprio come quando si dà una visione d’insieme ad una curva piena di ultrà. E quando uno tenta di esprimere davvero un proprio pensiero, il più delle volte non viene compreso, lontano dalle meccaniche semplicistiche del “io penso rosso, son di sinisitra, se tu pensi nero, sei di destra”. Non rimane che un consiglio: evitate la politica prima che la politica vi sovrasti e vi incateni. Lasciate i blog di politica ai politici o al più ai cabarettisti! Piuttosto parlate di Linux se siete abbastanza nerd, o fate raccolte di video simpatici se siete degli inguaribili bontemponi, o inventatevi una scusa per conoscere gente e tentare di finirci a letto perchè no? O fate queste cose tutte insieme, da veri giocolieri, da veri consumatori di tempo perso, da onesti saltimbanchi del vostro ego smisurato. Perchè se di egoismo non si tratta, tenere un blog cosa significa davvero?

9 Risposte

  1. FREEDOM.

  2. non lo so. so che in un pomeriggio calcistico 2 anni fa, ci siamo dette apriamo un blog?
    per quanto mi riguarda, non ricordo di aver mai scritto in maniera sistematica, nè lo faccio adesso.
    penso e posto nion più di un quarto d’ora.
    poi perchè lo faccio non me lo chiedo.
    non credo debba sempre esserci una risposta a tutto, forse rischierebbe di essere noioso.

  3. io penso che la libertà d’espressione debba essere usata al massimo (finchè c’è)..non deve essere un obbligo solo una semplice espressione di qualsivoglia creatività!
    ..poi gente che scrive stronzate o cose poco interessanti ce n’è a mazzi..basta non leggere e passare oltre!per fortuna c’è tanta gente che di cose belle ne ha da dire!!!

  4. Finalmente un “bel” post. Ho virgolettato perchè, nonostante qui da voi abbia fatto spesso letture interessanti, è senz’altro la prima volta che leggo un tuo articolo introspettivo. Uno sfogo, giusto! Ma cosa sono gli sfoghi se non un portare a galla qualcosa che, prima, era sommerso? Mi hai sempre detto di apprezzare il mio blog per il “taglio” che gli ho dato (…molto introspettivo…) e, spesso, mi hai evidenziato la difficoltà se non proprio la “non voglia di fare altrattanto” da te; e adesso, invece, eccoti qui a leggere i commenti di un post che potrebbe segnare un nuovo inizio. Complimenti! Apprezzo molto questa novità. Per me il mio blog è un congelatore con porta a vetro. Ripongo all’interno tutto ciò che voglio conservare e voglio far vedere ai “passanti”. Tutto quello che ho scritto fino ad oggi rispetta queste due regole. Mai scriverò qualcosa che voglio conservare ma che non voglio condividere. Il blog può essere un diario ma è comunque, PRIMA DI TUTTO, una porta spalancata. Tutti possono curiosare all’interno e non si sa mai…a qualche testa di cazzo potrebbe anche venir voglia di far danni. E perchè mai scrivo cose che voglio condividere??? Senz’altro perchè ritengo che qualunque forma di “scambio” costituisca un passo avanti. Pur avendo sempre temuto il giudizio degli altri qui è come se stessi cercando proprio questo. Per essere il più preciso possibile scrivo ciò che mi sta a cuore (eccetto qualche post del cappero…ogni tanto ci vuole una “pausa”) sia per il piacere di farlo (il piacere di scrivere, intendo) che per la sete che ho di conoscere (magari anche di persona) persone a me affini. Un giorno questo desiderio potrebbe anche portarmi a scrivere un’inutile e scontata poesia bloggara, ad elogiare o a parlar male di questo o quello schieramento politico. Se fossi al tuo posto (ma non lo sono e quindi le righe che seguono non hanno alcun valore) non punterei il dito contro le “scelte editoriali” degli altri bloggers. Ognuno di noi ha il suo fottutissimo ottimo motivo per gestire il suo blog come meglio crede e con il fine che preferisce. Dedica tempo e sudori, nel tuo spazio, per il tuo fottitissimo ottimo motivo e con il fine che preferisci. Nel bene e nel male ci sarà sempre qualcuno pronto a snobare i tuoi messaggi. Ma tanto chi se ne frega? Sono gli affini che ci interessano, no? E mica solo quando sono d’accordo con noi!
    Non ho il dono della sintesi a quanto pare. Scusa se ho scritto troppo.
    Ciao.
    Px.

  5. caro diego, la tua è proprio la risposta che volevo. ho voluto provare, e non so nemmeno se mi son piaciuto…cmq..il blog per te è una vetrina su chi sei, per me è più una palestra dove giocare con le parole. anche se c’è molto di “mio” in quello che scrivo. non credo quindi di aver fissato un nuovo inizio, ho solo constatato che la moda blog sta generando tanti inutili pareri e che la qualità la si deve cercare accuratamente sempre più spesso. so di non esser nessuno per poter dare giudizi e sulla libertà d’opinione non si discute. ma unito al fatto che mi chiedevo quale fosse il significato di tenere un blog, mi son fatto prendere la mano e ho cominciato a sentirmi vate, e in dovere di criticare quella massa che scrive ma è conforme al tutto. Forse è solo il frutto di una mala sopportazione dei luoghi comuni e del conformismo in generale. Che ci posso fare se leggere boiate mi rende nervoso? ^__^
    Sul fottutissimo ottimo motivo, la tua generosità è quasi commovente. Non credo che ognuno di noi ne abbia uno DAVVERO, contrariamente a te, che sembri fidarti senza alcun problema. E forse è questo il senso finale: apporre dei filtri, maturare un senso critico. Posso accettare che il blog sia il frutto di un’esperienza personale, perchè non dovrei poter criticare questa come voglio? In più, posso aver cura nel donarmi agli altri con facilità o meno nella vita, perchè non dovrei fare altrettanto in un blog?
    Come vedi il dono della sintesi non è stato elargito manco a me🙂 però mi ha fatto piacere scatenare un tuo interesse, ovviamente gradito assai; speravo in qualhce reazione, o piccolo cenno di vita, anche da parte dei miei cari colleghi di ciurma. Ma invano…ahimè…:( Giusbel, 23, ma che cazzo, tornate o no?
    a sto punto, preparatevi a un bel basteuch.wordpress.com😆

  6. Le argomentazioni, in questo senso, osservate con attenzione, possono spostare la ragione e il torto agli opposti con immensa facilità. E’ lo stato d’animo del lettore o quello dello scrittore ad aver maggior peso per la buona riuscita di un blog? Un blog prevede l’esistenza certa di uno scrittore e di un POTENZIALE lettore occasionale che, col tempo, può diventare l’affezionato che ti blogrolla e sbircia in “casa tua” assiduamente. Affinità, appunto. Ecco che, allora, esattamente come per gli esseri umani, anche per l’esistenza e la sopravvivenza del blog sono necessari non due ma tre elementi fondamentali: scrittore, lettore e affinità tra i due. L’affinità è la forza legante, la colla che unisce, il ponte che collega, l’elettricità che illumina, il cibo che sazia. Per nostra fortuna esistono colle diverse per usi diversi, ponti più o meno lunghi, necessità di “illuminazione” diverse e “gusti” differenti. Se esistessero solo blog come il mio o il tuo molte persone resterebbero al buio, affamate, senza la possibilità di raggiungere le LORO METE PREFERITE. E’ per questo che nel commento di prima parlavo di un fottutissimo e certo buon motivo per scrivere alcuni argomenti o spendere tempo per leggerli. In quanto alla possibilità di criticare le scelte editoriali altrui…nulla da dire: è sicuramente possibile farlo. Però è un grosso rischio, secondo me, anche perchè in qualche modo si va a ledere il “collega” blogger. Il Sig. Barullo non apparirà mai in tv dicendoci di comprare le sue Penne Rigate perchè sono più buone di quelle prodotte dal Sig. Do Cecca (idem) e neanche gli manderà una mail con lo stesso contenuto; sicuramente non è etico e potrebbe correre il rischio di favorire il suo concorrente (io che non ho mai acquistato Do Cecca sinceramente proverei a fare il paragone e non si sa mai come potrebbe andare a finire). No! Il sig. Barullo ci fa una testa così su quanto i suoi prodotti sono gustosi e genuini; ci culla con una bella colonna sonora; espone i nostri sensi a qualcosa di immensamente piacevole e noi, spesso, compriamo la sua pasta perchè, oltre che buona, ci sentiamo parte di quel suo mondo. Ci sentiamo affini a lui, appunto. Se non ti senti affine a qualcuno e non lo compri hai raggiunto il tuo obiettivo e gli hai consentito di raggiungere il suo. Se io, ogni volta che posti qualcosa, lasciassi commenti del tipo “Bella cazzata!” o “Hai rotto le palle con ‘ste cose” o ancora “Ma non hai nulla di meglio da fare che scrivere ‘ste stronzate?” tu cosa mi consiglieresti di fare? Senza contare che potrei dare una brutta immagine di me anche a chi, se restassi nel “mio” territorio, penserebbe bene di me. O no? Giuro che non vado oltre…altrimenti davvero passo per il rompipalle che, spesso, non sono.🙂
    Comunque tieni d’occhio il mio blog perchè a giorni potrei presentare un coautore d’eccezione.😉
    Don’t be a stranger!
    In gamba!
    Ciao.
    Diego.

  7. All’inizio del commento precedente parlavo dei tre elementi dell’uomo ma poi non ho detto quali. Ovviamente mi riferivo a: materia, coscienza ed energia legante. Stop.

  8. ok diego, ho capito che la pensiamo davvero in maniera diversa a tal guisa.
    ciao e buon inizio settimana!😀

  9. Tutti in processione, disciplinati e con il numerino stretto tra le mani hanno atteso il proprio turno per andare a colloquio con il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe. E’ stato il primo pensiero per i candidati a sindaco di Napoli. Ad affacciarsi per primo nelle stanze ovattate dell’Arcidiocesi di Largo Donnaregina è stato l’imprenditore o per dirla come l’ex presidente della confindustria Antonio D’Amato l’affarista Gianni Lettieri designato dal Pdl come futuro inquilino di Palazzo San Giacomo. A seguire è stata la volta del catolicissimo Raimondo Pasquino, rettore dell’Università di Salerno e candidato a primo cittadino sotto la bandiera del “Terzo Polo”. Staccato di qualche ora il prefetto Mario Morcone in corsa con il solo Pd per ereditare la poltrona del sindaco uscente Rosa Russo Iervolino. L’alto prelato con voce ferma ha raccomandato ai politici, se proprio si possono definire tali, un impegno concreto per il lavoro, i giovani, la sicurezza, l’assistenza e la solidarietà per i più deboli. Tutte quelle priorità – ricordano i maligni – non proprio centrali nell’azione della Curia partenopea. Insomma altro che “Non rubare la speranza” (il libro scritto dallo stesso Sepe ndr) la città è praticamente a pezzi e non solo per colpa della politica. Qualche imbarazzo giunge dal quartier generale dell’Italia dei Valori: lo staff del candidato sindaco Luigi De Magistris pare sia orientato a declinare l’invito dell’Arcivescovo. L’ex pm ed europarlamentare, infatti, non vuole alcun contatto con un vescovo inquisito per corruzione aggravata e prossimo al rinvio a giudizio. Come non dargli ragione.

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