Scrivo per me stesso …in equilibrio con me stesso

Essere autonomi, autosufficienti, non dipendere per forza dall’approvazione di altri è, a mio giudizio, una nobile e contraddittoria condizione.
Credo che sia un’aspirazione legittima e sana. Credo che sia una condizione a cui si debba aspirare. Credo che l’uomo adulto ci si debba quantomeno avvicinare, ma credo anche che, in senso assoluto, sia un allontanamento dalla condizione umana stessa. Un’ennesima contraddizione che vivo sulla mia pelle: il bisogno di “carezze” associato ad un violento individualismo scambiato sovente per snobismo.
L’equilibrio mi ossessiona. Mi spiego: non mi toglie il sonno e non lo cerco come meta, ma al fondo di molti miei quesiti ne è spesso la risposta.
La dote dell’equilibrismo però (per cui sono piuttosto portato anche grazie ad un passato sereno e ad una famiglia stabile e numerosa) si può smarrire. Ci si può rendere conto che è una condizione raggiungibile, ma fottutissimamente difficile da mantenere. E’ quotidianamente minata.
Il mondo e quanto esso vi contiene, non è in equilibrio stabile. Ma sembra che ne sia in costante ricerca. L’uomo si comporta nello stesso modo, la diversità è nel tempo, così diverso, che misura la loro vita

riduzioni silenziose

Parliamo della vicenda Sky. Parliamo, parlilamo, parliamo e parliamone ancora. D’accordo: argomento discutibile e controverso. Ma della limitazione degli incentivi fiscali per l’enegia solare, gli interventi di risparmio energetico, … no comment?! Insomma, possibile che non ci sia quasi traccia di quella che, per me, è davvero una notizia da urlo?! Ho faticato per trovarne conferma. Riguardando su “Replay tv” i telegiornali di domenica sorsa, finalmente (purtroppo) trovo un servizio nel tg3 delle 14.30 e neanche più su quello della stessa sera, che informava di questi famigerati cambiamenti peggiorativi e restrittivi. Altra conferma la trovo nella seconda metà dell’articolo di Massimo Gramellini su “La Stampa” di oggi con un titolo acuto quale: Lost in traslation.

datantras

Sono turbato ed incazzato per questa news e sono esterrefatto che, ad oggi, quasi non abbia avuto risonanza mediatica. Che sia così volutamente (?) ingorata e tralasciata.

Dunque, da semplice cittadino immagino i seguenti effetti: contrazione della domanda; incremento della sfiducia da parte dei clienti per tutti gli incentivi statali (anche quelli che non sono stati toccati come il conto energia); crescita dell’evasione fiscale aiutata dalla frequente connivenza cliente/installatore per recuperare quello che prima, l’utente, avrebbe recuperato dall’irpef.

Degli obbiettivi e degli impegni presi sottoscrivendo il protocollo di Kyoto che non raggiungeremo mai, lascio parlare Greenpeace e tutti quelli che sono ancora più idealisti di me (e non è facilissimo esserlo). Per oggi può bastare. Non trovando molto da leggere, DOVEVO almeno scrivere qualcosa al riguardo. Cazzo!!

Alla MUSICA

La Musica è la fantastica compagna della mia vita.

So che per molti è così e auguro, a quelli per cui non lo è ancora, che lo diventi. Senza escludere mogli, mariti, fidanzati o fidanzate, compagni od esseri umani con cui condividiamo o no la vita.

La musica è una compagna eterna ed essenziale di cui è impossibile essere gelosi. Fortunato è colui che ne gode, dai frutti alle radici, in ogni aspetto ed ogni forma.

E’ un libro dalle infinite pagine che può affascinare od intimorire. (Infatti molti si fermano alla prefazione).

Non dispensa che gioie e conforto a meno che non le si chieda: malinconia, malessere e turbamento. Allora Lei, attraverso le note, cambia camaleonticamente vestito ed asseconda i nostri bisogni più intimi e drammatici.

La musica risponde sempre (basta saperla cercare). Anche quando la risposta è il silenzio, si sublima in esso confortandoci di nuovo.

Queste notti ventose

Quando ero adolescente, il vento mi elettrizzava. Mi piaceva, mi dava una strana euforia.

Non so esattamente quando è finito, ma so che più volte mi son ritrovato ad esserne irritato. Mi innervosiva, mi impolverava. Mi scompigliava i capelli (se li avevo sufficientemente lunghi). E so di aver intimamente riflettuto, sulla differenza di emozioni che scatenava sul giuseppe teenager e sul giuseppe adulto; senza trovare spiegazione, ma ricavandone un po’ di malinconia…

Rimpiangevo l’emozione che (allora) vinceva sulla razionalità.

cappuccini-a-natalet11

Questa sera, mentre il vento cresceva di intensità, ero al monte dei Cappuccini. Ho vissutto delle sensazioni intense amplificate da quello che i miei occhi vedevano e le mie orecchie sentivano. Lo sbattere delle porte della chiesa, il tintinnio degli ornamenti natalizzi, lo sguardo pietoso, ma severo, della scura statua della Madonna che guarda verso Torino mentre un cileo fosco incupiva la città, mi hanno avvolto e lentamente riportato a vivere il vento con lo spirito che temevo ormai sepolto. Gli odori che solleva, le immagini nitide e crude che rimanda, mi hanno dato sollievo nonchè la sensazione di poter soffiare via “la polvere” che mi sento appiccicata addosso ultimamente.

il grande rastrello

Conoscere tanta gente ha i suoi lati piacevoli e porta indiscutibili benefici.

Ma, per quanto sappia di essere una persona socievole, questa è un’attitudine in cui non mi sono mai riconosciuto e a cui non ho mai ambito. Sono infatti un convinto assertore della qualità piuttosto che della quantità nella mia vita sociale. Sono appagato e felice per gli amici stupendi che ho, mentre sono piuttosto ipercritico e selttivo verso “il contorno”.  Penso che sia una sana abitudine “rastrellare”, passare al setaccio (scegliete voi la metafora che preferite) il proprio universo. Eliminare le foglie secche. Recuperare spazio per permettere l’ingresso di nuova linfa. Non tenere poltrone occupate.

Rastrellate gente… Rastrellate…

REM al Palaisozaki Sabato 27/09/2008

La band in piena forma entusiasma Torino

La band in piena forma entusiasma Torino

E con questo fanno tre. Inutile negarlo, passa il tempo, invecchio con loro, ma non ne riesco proprio a fare a meno. Gran bello show l’altra sera, scaletta alquanto sperimentale, Stipe e soci visibilmente intenzionati a divertire e divertirsi, riuscendo nell’intento. Fortunati i tre ragazzi presi tra il pubblico truccati à la Stipe chiamati sul palco (ma la prossima vedrò di truccarmi pure io e farmi trovare bene in vista difronte le transenne), due belle ore di rock, alcuni hits dell’ultimo album e qualche chicca geniale come il brano The Auctioneer tratto da Fables of The Reconstruction, roba datata 1985, roba buona, REM doc. Mike Mills al basso è sempre più a metà tra un hippy californiano e uno dei fratelli Ramone, Peter Buck disegna i soliti arpeggioni Rickenbacker ormai stampo di fabbrica, Stipe è come il vino, più invecchia più migliora, regalando momenti canori assolutamente di prim’ordine. Bravo il batterista, la nostalgia per la lontana ma mai dimenticata dipartita di Bill Berry si fa meno pesante e mi è piaciuto anche l’apporto del secondo chitarrista/corista proprio nelle parti corali, dando profondità e ampiezza ai pezzi più pop del repertorio. Palco eccezionale, giochi di multi schermi e luci e colori, Stipe a un certo punto sembra felice: “Siamo stanchissimi in questo periodo e la scaletta di stasera l’abbiamo fatta fare a Peter Buck: lui diceva i titoli e noi dicevamo sempre sì, senza quasi ascoltarlo…non ci siamo accorti che aveva inserito due volte uno stesso pezzo!” poi parla di un qualcosa che gli deve esser successo da turista in qualche autostrada ma che non ho capito appieno, infine esprime la propria gioia di fronte al pubblico italiano, che lui considera una “good medicine” per i momenti di stress. Man on the Moon è dedicata a Paul Newman, il celebre attore scomparso proprio quel giorno, “R.I.P. We Love You”. E noi ci uniamo alla dedica.

Il campo vacanze di Tommy

Pechino 2008 è stato un grande avvenimento; lasciam perdere lo sport e le medaglie, o peggio ancora certe discussioni politiche piuttosto controverse legate all’evento, la chitarra di Jimmy Page che durante il galà di chiusura travolge un’intera nazione tutta presa a funamboliche attrattive e pirotecniche cerimonie, è un’immagine troppo potente ed evocativa per non essere ricordata. Mi piace pensare che un uomo con la sua chitarra, qualche movimento di plettro e il granitico riff di Whole Lotta Love abbian spazzato via in pochi istanti minuti e minuti di balletti e costumini e fenomeni da baraccone ed equilibristi; tutta l’impressionante precisione della rappresentazione scenica sgretolata in mille cocci dalla potenza squinternata del rock.

Non è un caso che i Led Zeppelin un tempo furono ribattezzati “Il Martello degli Dei”. E mi è piaciuta la goduta faccia di Page, visibilmente segnata dal tempo e da tanti eccessi, ma ancora fiera di fendere sul mondo sciabolate di catrame pure rock’n’roll alla facciaccia di tanta scena.

Yeah! Son saltato giù dalla poltrona e ho fatto le corna da rocker “Stay Hard Jimmy!”